Federico Tisi
Il jiu jitsu brasiliano è la più efficace arte marziale volta alla sottomissione dell'avversario principalmente attraverso l'utilizzo di tecniche di strangolamento o di leva articolare dette
“finalizzazioni” o “sottomissioni”.
Anche se orientata quasi esclusivamente alla lotta a terra, la disciplina prevede altresì lo studio di tecniche di proiezione e di combattimento in piedi a titolo di completamento tecnico.
Pur derivando dal judo e dal jiu jitsu giapponese, il jiu jitsu brasiliano si è evoluto in modo radicalmente diverso da queste discipline, orientandosi verso la difesa personale ed il combattimento
libero,piuttosto che verso una pratica il tipo unicamente pedagogico-sportivo o prettamente tradizionale.
La lezione prevede una fase iniziale di riscaldamento con esercizi propedeutici alle tecniche che verranno apprese nella seconda fase, durante la quale le stesse verranno analizzate in modo più
dettagliato. Segue una fase di lotta ed una finale dedicata all'allungamento muscolare. La durata della lezione è di circa 90 minuti.I praticanti di jiu jitsu brasiliano indossano un apposito kimono
simile a quello usato nel judo, mentre la pratica senza kimono viene intrapresa dal praticante solo dopo aver raggiunto una buona padronanza delle tecniche fondamentali, durante la stagione estiva, o
durante la preparazione ad una gara che non ne prevede l'utilizzo.
Il jiu jitsu brasiliano può essere praticato da chiunque goda di un normale stato di salute fisica e mentale, e che sia seriamente intenzionato ad apprendere in modo educato e rispettoso del prossimo
un'arte fantastica e micidiale in un ambiente serio ma rilassato dove la disciplina non è soltanto regola imposta ma soprattutto scelta spontanea. Ciò premesso, non vi sono limiti di sesso, peso, età
o altro per avvicinarsi al jiu jitsu.
Storia del jiu jitsu brasiliano
Il Jiu Jitsu, che tradotto dal giapponese significa "arte dolce" o "arte della cedevolezza", è una della arti marziali più antiche. Affondando le sue radici in antichi sistemi di lotta indiani e
cinesi, il Jiu Jitsu è stato poi elaborato in Giappone ed adottato dalla classe guerriera dei Samurai come sistema di difesa ed di attacco globale, in grado cioè di permettere di avere la meglio su
di un avversario utilizzando tecniche di percussione, proiezione, leva articolare, strangolamento, o tecniche che prevedevano l'utilizzo di armi.
Col passare del tempo il jiu jitsu tradizionale giapponese ha subito un processo di frammentazione che ha dato origine alle note arti marziali giapponesi quali il judo, il karate, l'aikido.
L'origine del jiu jitsu brasiliano risale ai primi del novecento, quando il grande maestro di judo e di jiu jitsu Maeda, si trasferì in Brasile.
Grazie ai suoi exploit nel jiu jitsu e alle sue vittorie nel corso di incontri senza regole disputati e vinti in tutto il mondo, venne incaricato di monitorare lo sviluppo della comunità giapponese
in Brasile.
Durante lo stesso periodo il brasiliano Gastao Gracie, erede di una famiglia di diplomatici di origine scozzese aiutò Maeda, e fu questa circostanza a fare incontrare questi due personaggi ed a
legarli da un profondo vincolo di amicizia.
Fu proprio grazie a questa amicizia che Maeda decise di compiere un gesto all'epoca inconsueto, e cioè di insegnare al figlio maggiore di Gastao, Carlos, l'arte del judo e del jiu jitsu. Carlos
apprese il jiu jitsu di Maeda e dopo poco tempo si trasferì a Rio de Janeiro dove aprì una sua Accademia ed inizio un grande lavoro di divulgazione del Jiu Jitsu .Carlos ebbe 21 figli e 98 nipoti, e
tutti suoi figli maschi sono diventati cinture nere.
Suo fratello minore, il famoso Helio Gracie ha sicuramente contribuito più di chiunque altro all'elaborazione del jiu jitsu brasiliano così come lo conosciamo oggi, ed è noto per le sue sfide contro
il più grande judoka giapponese Kimura e per le vittorie dei suoi numerosi figli, principalmente Rickson e Royce, i quali hanno contribuito per primi a divulgare il jiu jitsu brasiliano al di fuori
del Brasile, rivoluzionando il panorama marziale mondiale in modo radicale.
Da ricordare anche il primogenito di Carlos, Carlson Gracie, , leggendario lottatore di vale tudo, nonché maestro di moltissimi lottatori che hanno fatto la storia di questa disciplina, e di Carlos
Gracie Jr. , attuale presidente delal Confederazione di Jiu Jitsu Brasiliana ed Internazionale, responsabile della grande diffusione mondiale del Jiu Jitsu brasiliano agonistico. Tutti i membri della
Famiglia Gracie hanno poi fondato numerose scuole di Jiu Jitsu sia in Brasile che all'estero, facendo diventare quest'arte marziale un fenomeno di massa in Brasile ed una delle realtà marziali in più
grande espansione nel resto del mondo.
Fonte:
ACCADEMIA WU DONG
Ho scelto questo nome per la mia accademia di jiu jitsu in onore del mio maestro di tai chi chuan stile chen. Il secondo motivo fondamentale è che letteralmente jiu jitsu significa "studio/tecnica della cedevolezza"; e la dimensione della cedevolezza, così vicina al tai chi, viene spesso trascurata nella pratica attuale. Il mio stile nella lotta e nell'insegnamento ha invece come base fondamentale questa dimensione, nascendo da un tentativo di integrare alcuni importanti aspetti dell'uso del corpo nei tai chi chuan all'interno del jiu jitsu. Questo rende la pratica, già dalle prime lezioni, molto divertente e "giocosa", senza farle perdere la sua efficacia marziale.
Senza il sapere sul jiu jitsu che il mio Maestro ed amico Federico Tisi mi sta trasmettendo nelle nostre regolari lezioni private, questa complessa integrazione non l'avrei nemmeno immaginata.
Per informazioni ed iscrizioni all'Accademia Wu Dong
Sede: Palestra Body House. Via Irno 73, Salerno
Tel: 3292193513
oppure sezione "contatti e consulenze"
Giampaolo Salvatore con il suo Maestro Federico Tisi ed i suoi allievi Andrea ed Angelo Criscuoli in occasione del seminario del 30 novembre 2008